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Home#pimpmyboatBLOGCos’è e come è fatta la resina epossidica

I sistemi bicomponenti a base resina epossidica liquida sono generalmente sistemi colabili che polimerizzano per mezzo di specifici indurenti da addizionare alla resina, prima della applicazione, nel corretto rapporto stechiometrico. Le resine epossidiche bicomponenti possono essere pure, diluite con diluenti reattivi (si possono raggiungere viscosità molto basse) o anche caricate con cariche inerti di svariata natura (la viscosità di questi sistemi è generalmente più elevata). Sono caratterizzate da ottima resistenza meccanica e termica, ritiro lineare quasi nullo o trascurabile ed elevata stabilità dimensionale nel tempo inoltre presentano ottima bagnabilità delle fibre, facilità di lavorazione ed eccellente finitura superficiale. Le resine epossidiche si applicano generalmente per colata o per impregnazione (da laminazione) per la realizzazione di manufatti, oggettistica, isolamento elettrico, per pavimenti, per stampi o materiali compositi per applicazioni strutturali nell’ automotive e in ambito nautico o aeronautico. Per queste ultime applicazioni formuliamo specifici gelcoats epossidici.

Formulazioni specifiche:

  • Sistemi bicomponenti trasparenti a base di resina epossidica da colata trasparente impiegati principalmente per la realizzazione di manufatti e rivestimenti cristallini, inglobamento di oggetti o finiture a lucido.
  • Sistemi bicomponenti pigmentati con colori vari (coprenti) a base resina epossidica caricata con inerti metallici, minerali o fibre sintetiche (vetro, klevar, carbonio) impiegati per la realizzazione di manufatti / utensili / materiali compositi / stampi ad alta resistenza termica e meccanica. I sistemi caricati oltre che in forma liquida possono presentarsi in forma pastosa come nel caso degli stucchi o degli adesivi epossidici strutturali come anche solida-pastosa nel caso resine in pasta plasmabili manualmente.

Le caratteristiche di tali resine consentono di coprire una vasta gamma di utilizzi, da quelli che privilegiano la facilità di lavorazione, anche in condizioni ambientali difficili, a quelli per la realizzazione di manufatti compositi che richiedono altissime prestazioni meccaniche e termiche in diversi settori applicativi.

Cos’è e come è fatta la resina epossidica

Le resine epossidiche di cui principalmente qui trattiamo sono prepolimeri reattivi termoindurenti (nome chimico: Diglicidil etere del bisfenolo A [1] e/o Diglicidil etere bisfenolo F).

Si presentano in fase liquida viscosa, se a basso peso molecolare, o solida se a peso molecolare superiore.

Le resine epossidiche in forma solida sono facilmente fondibili a caldo e possono essere rese allo stato liquido, a bassa viscosità, per solubilizzazione in solventi (generalmente xilolo); tali resine definite “monocomponenti”, sono solitamente additivate con indurenti latenti (es. con fenolo o con anidridi cicliche) per ottenere prestazioni superiori all’ossidazione, alla temperatura e agli agenti chimici.

La polimerizzazione avviene a caldo (a mezzo di riscaldamento indotto generalmente intorno ai +130°C con forni, lampade a infrarosso o con irradiazioni elettromagnetiche) e successivo raffreddamento, formando un compound solido ad alta resistenza chimica e termica.

I sistemi bicomponenti liquidi a basso peso molecolare, possono catalizzare a temperatura ambiente per reazione di natura isotermica indotta dall’addizione di indurenti a funzionalità amminica e/o poliammidica (addotti cicloalifatici, resine poliammidiche, poliammine aromatiche, poliammine alifatiche); le prestazioni più elevate del sistema finale sia meccaniche che alla temperatura si ottengono tuttavia per indurimento a caldo grazie all’azione combinata dell’indurente e della temperatura. Per molte resine infatti è preferibile effettuare una post-cottura per stabilizzare la lavorazione e renderla quindi definitiva.

Caratteristiche Tecniche resina epossidica

  • Reticolano a freddo o a caldo con l’aggiunta dell’indurente. La reticolazione a caldo conferisce al prodotto finale caratteristiche ottimali
  • Presentano elevata fluidità (si prestano alla applicazione per colata)
  • Alcune resine epossidiche si prestano alla applicazione per stratificazione
  • Modesto ritiro lineare (pressochè nullo se caricate)
  • Ottima bagnabilità e finitura superficiale
  • Elevata resistenza meccanica
  • Resistenza a temperature elevate
  • Resistenza all’usura
  • Proprietà idrorepellenti
  • Proprietà dielettriche eccellenti
  • Elevato potere adesivo
  • Con l’aggiunta di opportune cariche è possibile conferire alla resina caratteristiche speciali.

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