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Home#pimpmyboatBLOGCome ci si difende dai fulmini

E’ facile che per chi come noi naviga con ogni condizione meteo si imbatta anche in un temporale.

Può colpire chiunque, anche i più prudenti, soprattutto nelle calde giornate estive quando i cumulinembi si formano molto velocemente e naturalmente interessa anche i più avventurosi e chi, come noi, ama navigare sempre, anche in inverno
Oltre a forte vento rafficato e pioggia torrenziale, il temporale porta con sé i fulmini, forti scariche elettriche da milioni di volt. Il fulmine inoltre surriscalda l’aria con cui è a contatto causando una sorta di esplosione che genera il tuono che è l’unica cosa utile di questa bella messa in scena che ci offre la natura: grazie al tuono possiamo sapere a che distanza ci troviamo da un temporale.
La velocità del suono è infatti di circa 340 metri al secondo. Quindi una volta visto il lampo, è sufficiente contare quanti secondi passano fino al momento in cui si avverte il tuono e fare una semplice moltiplicazione. Insomma se fra il lampo e il tuono passano 5 secondi, il temporale si trova a circa un miglio da noi.
Questa nozione rappresenta una prima mossa per difenderci dai fulmini. Conoscendo la posizione del temporale rispetto a noi e osservando come si sviluppa e si muove, possiamo modificare la rotta per evitarlo. Molto semplice con una barca a motore grazie alla sua velocità, un po’ più difficile ma non impossibile con una barca a vela.

Altra informazione fondamentale è relativa a come hanno costruito la barca su cui stiamo navigando. Molti cantieri predispongono un impianto di massa collegato a una grossa piastra, altri cantieri no.

 

[button link=”http://www.linnautica.it/come-nasce-un-fulmine/” color=”teal”] sapete come si formano i fulmini?![/button]

 

Il temporale si avvicina e i fulmini cominciano a cadere pericolosamente vicino a noi. Albero e sartiame sono formidabili conduttori, quindi la prima misura da adottare per la nostra sicurezza è stare lontani da queste attrezzature e avvertire tutto l’equipaggio di fare altrettanto. Inoltre non dobbiamo toccare le altre parti metalliche, compreso il motore.
Se, come è molto probabile, piove e la coperta è bagnata, è bene non camminare scalzi ma indossare scarpe che ci isolino da un altro potenziale conduttore che è l’acqua.

Se questi sono i comportamenti per salvaguardare la nostra incolumità, ne consegue che le operazioni per difendere la barca devono essere eseguite prima che la situazione sia pericolosa.

In termini generali dobbiamo collegare le parti più esposte a essere colpite, albero e sartiame, con il mare che rappresenta la massa. Uno dei sistemi è quello di collegare degli spezzoni di catena a albero, sartie e stralli e calarli in mare. Se questo è un accorgimento efficace in rada, in navigazione può non essere molto pratico, ed è per questo che è importante avere predisposto a bordo un impianto di massa.

Ancora in rada si può far passare un giro di catena intorno allo strallo con ancora e il suo calumo naturalmente in acqua.
Attenzione: in porto a volte si ha una sensazione di maggior protezione dai fulmini. E’ falsa e bisogna adottare gli stessi accorgimenti che si adottano in rada.
Infine una curiosità. Spesso si confonde il lampo con il fulmine. In realtà il lampo è solo la parte luminosa del fenomeno. Quindi il fulmine è composto da lampo e tuono generati dalla scarica elettrica.

 

 

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